La legge 135 del 2009

Nel 2009 è stata emanata una prima legge per tutelare il made in Italy: il decreto legge nº 135 del 25 settembre 2009 contiene art. 16 dal titolo “Made in Italy e prodotti interamente italiani”.

Cosa si intende per Made in Italy?

Il made in Italy è un marchio d’origine e ciò significa che il bene da esso contraddistinto è stato prodotto in Italia. Bisogna quindi distinguerlo dal concetto di provenienza che invece indica il luogo da cui il bene viene spedito.
I settori merceologici fondamentali del Made in Italy sono:
–      Moda e fashion
–      Arredamento
–      Food & beverage.

Ai sensi del Codice Doganale comunitario, il Made in Italy può essere apposto su diversi tipi di prodotti individuati seguendo due criteri:
–      Criterio delle merci interamente ottenute: è il caso in cui il prodotto viene realizzato, in tutte le sue fasi di produzione, in Italia. In questa ipotesi, quel prodotto potrà essere contraddistinto dal Made in Italy;
–      Criterio dell’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale: è il caso in cui un prodotto viene considerato originario del paese o del territorio in cui ha subito l’ultima trasformazione sostanziale o la lavorazione sostanziale. Quanto detto implica che se anche un prodotto non viene interamente fabbricato in Italia potrà essere comunque contraddistinto dal marchio Made in Italy ciò sempre se la lavorazione effettuata in Italia abbia carattere sostanziale e non solo marginale.
Nonostante la chiarezza di tale ultimo criterio, sono numerose le incertezze che sorgono circa la possibilità di individuare l’ultima trasformazione e le lavorazioni sufficienti a determinare il marchio di origine. Uno strumento utile per ovviare tali incertezze è quello dell’Informazione Vincolante in materia di Origine(I.V.O.). Mediante tale strumento l’imprenditore potrà domandare all’Agenzia delle Dogane di dichiarare in maniera vincolante l’origine di un prodotto evitando così successive contestazioni.

Cosa succede se si utilizza impropriamente il marchio Made in Italy?

Il Codice Penale distingue le ipotesi di:

–      Falsa indicazione di origine di un prodotto per cui è prevista la reclusione fino a due anni e multa fino a 20.000 euro;
–      Indicazione di origine fallaci, vale a dire ingannevoli, per cui è prevista una sanzione amministrativa.

Cosa si intende per 100% Made in Italy?

Il legislatore, con una normativa del 2009, al fine di premiare le imprese italiane che mantengono la produzione in via esclusiva in Italia, ha previsto che un prodotto italiano può essere classificabile come 100% Made in Italy.
Il 100% Made in Italy è un marchio collettivo ed in quanto tale è un marchio che accerta una data qualità.

La certificazione 100% Made in Italy viene rilasciata, con una procedura ad hoc, dall’Istituto per la tutela dei produttori italiani (Itpi).

Affinché le aziende possano certificare i beni da loro prodotti come” Made in Italy 100%” è necessario che i prodotti siano stati:

Ideati e Fabbricati interamente in Italia 
– Realizzati con disegni e progettazione esclusivi dell’Azienda
– Costruiti interamente in Italia
– Realizzati con semilavorati Italiani
– Con tracciabilità delle lavorazioni
– Costruiti con Materiali Naturali di Qualità
– Materiali naturali individuali o composti
– Materiali di qualità e prima scelta per l’uso previsto
– Con tracciabilità della provenienza delle materie prime
– Costruiti su Lavorazioni Tradizionali Tipiche 
– Particolari lavorazioni aziendali 
– Utilizzo di tecniche tradizionali tipiche
– Realizzati nel Rispetto del Lavoro Igiene e Sicurezza