Il know how non gode della tutela erga omnes propria dei beni immateriali in quanto non può essere considerato né un’invenzione industriale, né un modello di utilità, né un modello ornamentale, né un marchio, e non può nemmeno essere ricompreso nel diritto d’autore.
Nonostante ciò, essendo il know how un bene economico non è sprovvisto di tutela, che viene ravvisata in un duplice aspetto:
1) Tramite clausole contrattuali e quindi con una tutela invocabile inter partes.
In tali casi il know how potrà essere oggetto di determinati contratti oppure di determinate clausole contrattuali.
Come? Con il contratto di know-how un imprenditore trasmette ad un altro le proprie conoscenze segrete sul come produrre o scambiare. L’imprenditore acquirente utilizza le conoscenze comunicate dal cedente, astenendosi dal divulgarle al di fuori della propria azienda.
  • Con il contratto di cessione, ad esempio, il titolare del know-how lo comunica, trasferendolo al cessionario, il quale potrà acquistarlo in esclusiva e disporne senza limitazione, privando definitivamente il cedente della facoltà di utilizzarlo. Il cessionario quindi acquisterà tutti i diritti di sfruttamento del know how, senza limitazioni, e ciò farà sorgere il divieto per il cedente di sfruttare il know-how per uso proprio. Una comproprietà sullo stesso know-how è possibile se derivi a titolo originario perché due o più persone fisiche hanno insieme sviluppato lo stesso ritrovato.
  • Con il  contratto di licenza il titolare del know-how trasferisce al licenziatario la facoltà di mero utilizzo della conoscenza entro limiti di tempo, di oggetto e territoriali, mentre al licenziante resta la titolarità dello stesso. La licenza di know-how non potrà superare il momento in cui la conoscenza sia caduta in pubblico dominio. La licenza può riguardare solo determinati settori o prodotti, rimanendo le altre possibilità nelle facoltà del titolare che potrà sfruttarle direttamente o tramite altre licenze a terzi; la licenza può essere senza esclusiva, contenere una esclusiva a favore del licenziatario, ovvero un’esclusiva assoluta con cui anche il titolare del know-how si impegna a non fare concorrenza al proprio licenziatario. 
2) Tutela sia civile che penale invocabile erga omnes.
  • La tutela civile potrà essere invocata in tutti quei casi in cui un imprenditore compia un atto di concorrenza sleale sfruttando ad esempio illegalmente i segreti, o i risultati del lavoro, nonché l’esperienza, del legittimo titolare del know-how, oppure compia atti contrari alla correttezza professionale. In tali casi, se ravvisa uno o più atti di concorrenza sleale, il giudice ne inibisce la continuazione, provvede affinché ne vengano eliminati gli effetti, condanna il concorrente sleale al pagamento dei danni e, a volte, ordina la pubblicazione della sentenza su quotidiani e riviste specializzate.
  • Con la tutela penale la parte potrà ottenere il sequestro di materiale frutto del know-how illecitamente sottratto.