Esistono degli strumenti giuridici per difendere il marchio registrato da tale fenomeno:
Azioni Stragiuziali: queste sono le azioni che si svolgono fuori dalle aule del Tribunale. Mediante una diffida formale il proprietario del marchio contraffatto, mediante il suo legale, dunque si rivolge direttamente al contraffattore facendogli presente che vanta un diritto di esclusiva sul proprio marchio e chiedendogli di interrompere la sua attività in quanto illecita.
Tale modalità spesso risulta utile per interrompere il comportamento illecito o anche per far raggiungere un accordo tra le parti.
Azione Giudiziale: ci si rivolge direttamente al Tribunale intentando una causa per contraffazione con cui potrà ottenere:
– la cessazione immediata dell’illecito
– la condanna al risarcimento dei danni subiti
– la definizione di una penale per eventuali contraffazioni future se il contraffattore non dovesse interrompere la sua condotta
– il sequestro dei prodotti in contraffatti
– la distruzione dei prodotti contraffatti
– il ritiro dal commercio dei prodotti contraffatti
– la pubblicazione del provvedimento su quotidiani e riviste di settore.
Per quanto riguarda le azioni legali il proprietario del marchio avrà due possibilità:
1. attivare un procedimento cautelare, d’urgenza, nel quale il giudice si pronuncerà in tempi veloci decidendo rapidamente la questione; tale rimedio potrà essere attivato qualora l’attesa dei tempi ordinari per la pronuncia di una sentenza rischia di creare notevoli danni all’imprenditore proprietario del marchio. I presupposti quindi sono una chiara minaccia (fumus boni iuris) e un danno imminente e irreparabile (periculum in mora). il procedimento cautelare consente l’ottenimento di inibitorie (spesso accompagnate da una sanzione), sequestro, ritiro merci contraffatte dal mercato.
2. attivare il giudizio ordinario nel quale il giudice si pronuncerà in tempi più lunghi però solo in questo caso si potranno richiedere I danni.